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In che modo il mercato del credito al consumo in Europa tocca Bondora?

Il mercato europeo del credito al consumo è il mercato più importante per Bondora ed i suoi trend ed i suoi sviluppi avranno un ruolo significativo nel successo dell'attività di Bondora. Lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche, i cambiamenti delle condizioni economiche, la crescita e l'accettazione del credito online sono tra i fattori chiave che hanno rimodellato il mercato europeo del credito al consumo. Il modello di business di Bondora è stato progettato per capitalizzare questi trend e sviluppi.

La portata complessiva del mercato del credito al consumo europeo è stata di 1,07 trilioni di Euro nel 2014; dopo aver raggiunto 1,16 trilioni di Euro nel 2008, ha subito una contrazione per cinque anni consecutivi. Detto questo, il mercato sembra essersi stabilizzato; nel 2014 ha registrato solo un calo dello 0,3% su base annua.[1] Per il 2015-16, le aspettative erano di una crescita moderata nel complesso, anche se con differenze significative tra i singoli Paesi della regione.

Il mercato europeo del credito al consumo può essere generalmente suddiviso in tre gruppi: Europa settentrionale, Europa continentale e meridionale ed Europa orientale.

I paesi del Nord Europa, come Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia e Germania, hanno tassi di penetrazione del credito al consumo relativamente elevati, con volumi pro capite superiori a 2.500 Euro. La Finlandia è posizionata nella parte bassa della classifica; con 2.563 Euro, il credito al consumo pro capite è piuttosto modesto se visto dal punto di vista della sua economia complessiva.

I volumi pro capite sono inferiori a 2.500 Euro nei Paesi dell'Europa continentale e meridionale, che comprendono Francia, Austria, Paesi Bassi, Spagna, Italia e Portogallo, mentre il mercato del credito al consumo è meno sviluppato nell'Europa orientale, dove i volumi pro capite sono inferiori a 1.000 Euro. La media dell'Unione Europea è di 2.100 Euro.

Le recenti dinamiche di mercato hanno contribuito alle variazioni tra ed all'interno dei tre gruppi, con una crescita relativamente più rapida in diversi paesi dell'Europa orientale, Regno Unito, Finlandia e Svezia. Al contrario, alcuni paesi dell'Europa meridionale ed orientale stanno subendo un calo.

A seguito della crisi finanziaria globale del 2008, il settore bancario ha assistito ad uno spostamento delle dinamiche di mercato, trainato da una crescente regolamentazione (ad esempio, Basel III e CRD IV). I cambiamenti hanno costretto le banche a migliorare i loro bilanci ed a concentrarsi sui prodotti di base nei mercati nazionali, e hanno portato ad un generale calo della propensione al rischio di credito. Di conseguenza, è diventato più difficile per i singoli ottenere credito dalle banche commerciali. Poiché la domanda di credito al consumo rimane forte, molti potenziali richiedenti si sono rivolti a prestatori non tradizionali.

Il ritiro delle banche dal credito al consumo e l'evoluzione tecnologica sono stati i motori della nascita di modelli di prestito alternativi e di nuovi attori. I canali digitali offrono l'opportunità di ridurre i costi e migliorare il targeting dei clienti, nonché la possibilità di capitalizzare su metodi avanzati di scoring e sottoscrizione.

Di conseguenza, il prestito digitale è stato una svolta nel mercato del credito. Tra le caratteristiche che contraddistinguono il prestito digitale, che ha un mercato imputabile stimato di 760 miliardi di Euro[2], vi sono i nuovi operatori che offrono un'esperienza online pura, la possibilità di attingere a fonti di dati aggiuntive nella valutazione dei potenziali richiedenti e la capacità di consolidare i diversi aspetti del prestito.

Anche le opinioni sui prestatori non tradizionali sono migliorate, in quanto hanno cercato di migliorare la loro immagine e quella del settore. Man mano che si fanno strada nel presentarsi come alternative credibili ai tradizionali prestatori di credito al consumo non garantito, e mentre le banche continuano a spostare la loro attenzione dall'espansione all'estrazione di valore dai clienti esistenti, si prevede che i prestiti non bancari diventeranno un aspetto sempre più importante dell'attività di credito al consumo. Il fatto che le banche in diversi mercati abbiano iniziato a collaborare con i nuovi operatori capitalizzando i loro vantaggi tecnologici e finanziando i prestiti sottoscritti da prestatori non tradizionali rafforzerà probabilmente questa tendenza.

Grazie soprattutto alla politica monetaria espansiva in Europa, ed in particolare nell'area dell'Euro, la crescita economica e la fiducia dei consumatori si sono mantenute in un contesto positivo negli ultimi anni, il che dovrebbe continuare a stimolare una crescita moderata del mercato del credito al consumo. Il trend di crescita dovrebbe rispecchiare quello dell'economia generale e, con le probabilità di un boom del credito espansivo che sembra essere basso, la dinamica del mercato dovrebbe rimanere relativamente sana.

L'evoluzione del panorama europeo del credito al consumo ha portato ad un ulteriore controllo normativo e ha modificato le prospettive di regolamentazione in molti paesi. Ciò nasce dal desiderio di aumentare la stabilità del sistema finanziario nel momento in cui i prestatori non tradizionali rappresentano una quota consistente e crescente dell'attività creditizia e di garantire un'adeguata protezione dei consumatori. Alla luce di ciò, i rischi normativi ed altri aspetti dell'operare in questo mercato stanno diventando molto più importanti.

Per avere successo in un ambiente di questo tipo, i prestatori devono essere in grado di adattarsi rapidamente alle nuove normative, ai cambiamenti nell'offerta e nei requisiti dei prodotti e di rivolgere un'attenzione sempre maggiore alla gestione del rischio ed alle questioni relative ai dati su cui Bondora si è fortemente concentrata.

[1] Fonte: Overview of the European Consumer Credit Market, Credit Agricole, 15 luglio 2015

[2] Fonte: Digital Lending: The 100 Billion Dollar Question, Autonomous Research, gennaio 2016.


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